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mar

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eCommerce 2009: segnali positivi, nonostante la crisi

pubblicato in e-commerce

L’eCommerce B2c in Italia, inteso come il totale delle vendite realizzate da siti italiani, dovrebbe superare di poco i 5,8 miliardi di € nel 2009 restando sostanzialmente stabile rispetto al 2008 (+1%). È la prima volta che l’eCommerce B2c nel nostro Paese non fa registrare una crescita a due cifre. Il valore aggregato è però la conseguenza di dinamiche molto diverse. Oltre il 60% degli operatori che abbiamo analizzato ha dichiarato un fatturato in crescita nel 2009 e in due casi su tre con tassi superiori al 20%. A livello di macro-aree, le vendite B2c dei principali comparti di “prodotti”– Informatica ed elettronica di consumo, Editoria, musica ed audiovisivi, Abbigliamento, Grocery – aumenteranno del 17% circa superando gli 1,1 miliardi di €, mentre le vendite dei principali comparti nell’ambito dei “servizi” – Turismo e Assicurazioni – chiuderanno il 2009 a circa 3,5 miliardi di €, in calo del 2%, essenzialmente a causa di una riduzione del 3% del fatturato nel Turismo. Positivo sia per i prodotti che per i servizi è l’andamento del numero di ordini evasi che cresce del 20 e del 10% circa rispettivamente, mentre si riduce del 10% lo scontrino medio nei servizi. Luci e ombre sull’insieme dei settori minori, in calo complessivamente del 4% circa rispetto al 2008: vi sono comparti con andamenti positivi – per esempio il Made in Italy, le ricariche telefoniche, il ticketing – e altri che registrano una flessione, per esempio le vendite nel canale consumer to consumer. La riduzione del fatturato nel Turismo è in parte influenzata da due fenomeni contingenti: in primo luogo la chiusura di alcune importanti iniziative (Todomondo e Myair) ed in secondo luogo l’accentramento, a livello europeo, di alcune iniziative multinazionali del commercio elettronico che hanno ridotto il presidio diretto sul nostro Paese (Expedia e Venere).

 

I dati sulla dinamica dell’eCommerce all’estero – a onor del vero un po’ contrastanti a seconda della fonte – evidenziano come il rallentamento nella crescita sia sostanzialmente generalizzato nei mercati più maturi: in USA e UK ci si attende crescita zero o limitata, in Germania e Francia ci si aspetta invece una crescita nell’intorno del 10-15%. Un tasso di crescita più alto per i prodotti rispetto ai servizi sembra invece un fenomeno tipicamente italiano che si spiega nell’ancora basso valore assoluto della vendita via Internet di prodotti nel nostro Paese.

 

La sostanziale stabilità del fatturato complessivo è in realtà l’esito di due fenomeni contrastanti, la crescita nel numero di ordini (+13%) – e quindi di atti di vendita online – e la contestuale riduzione del valore medio dello scontrino (-10%). Escludendo la quota di ordini relativi alla categoria “Altro” (in quanto comprensiva di una pletora di comparti e microcomparti per i quali i dati sul numero di ordini e sul valore medio sono di difficile interpretazione) nel 2009 verranno evasi oltre 21 milioni di ordini, il 13% in più rispetto al 2008. L’incremento è significativo in tutti i principali comparti, anche se vi sono sostanziali differenze – si va dal +50% circa fatto registrare dall’Abbigliamento, al +17% dell’Editoria, musica ed audiovisivi, al 10% del Turismo e al 5% nell’Informatica ed elettronica di consumo. Nel complesso questo dato dimostra comunque una crescente propensione ed abitudine da parte del consumatore italiano all’utilizzo del canale online. Si riduce però lo scontrino medio, da circa 240 a 215 € nel 2009, a dimostrazione di una maggiore attenzione ai prezzi da parte di venditori e acquirenti. La riduzione è assai limitata nei comparti di prodotto (-1%) e molto significativa nel Turismo, da 300 a 250 € circa.

 

La spesa media annuale online di un web shopper italiano, non lontana dagli 800 €, è inferiore del 15% circa alla media europea (940 €), anche se molto al di sotto del valore registrato in UK (1350 €). I Web shopper in Italia, 8 milioni circa pari al 19% degli Internet User, sono ancora in numero molto contenuto se paragonati a quelli di Francia (19 milioni pari al 54% degli Internet User), UK (28 milioni pari a oltre il 70% di Internet user) e Germania (33 milioni pari a poco più del 60% degli Internet user).


Collegamento al Rapporto 2009 Osservatorio eCommerce B2c “eCommerce 2009: segnali positivi, nonostante la crisi”, School of Management del Politecnico di Milano, Novembre 2009.